Mamma, fidati di tuo figlio! Soprattutto se ha i pattini ai piedi

Nani mefistofelici

Mamma, devi assolutamente venire a pattinare sul ghiaccio.
Va bene, Paolo. Vengo a vederti.
No. Devi venire proprio a pattinare!
Va bene…

Intanto, penso che, come mi vedrà arrancare sul ghiaccio con la sinuosità di Armstrong appena sbarcato sulla Luna, mi inviterà a uscire dalla pista, facendo finta di non conoscermi. Probabilmente avvicinerà un’altra madre – forse proprio quella che sta pattinando all’indietro!!! – pregandola di fingere una momentanea adozione.

Invece no!

Ho sempre desiderato pattinare, ma sono sempre stata una fifona imbranata e, non essendo mai caduta, non ho mai vinto la paura. Mio papà mi diceva: Buttati e arrangiati! Davvero un’ottima soluzione per chi non ha equilibrio… in tutti i sensi. Mio marito, allora fidanzato, mi diede la mano per poi accelerare all’improvviso, agevolando la mia battuta d’arresto col timbro viola del livido sul fondoschiena. Poi è arrivato lui: il mio principe azzurro. Paolo, 9 anni, che mi ha preso per mano e pian piano mi ha fatto scivolare con le parole magiche: Fidati di me!

Prima con la mano, poi senza mano, poi staccata dal bordo…
Mamma, vieni verso di me senza toccare il bordo, fai scivolare bene i pattini. Se mi raggiungi ti do un bacino.

Un bacio in pubblico! Non succedeva dalla prima elementare!
Ti bacio per incoraggiarti, così impari in fretta e poi possiamo fare le gare di velocità.

Alla velocità non ci sono ancora arrivata, ma a sperimentare una nuova forma di fiducia sì. Ho imparato cosa significa fidarsi dei propri figli, del loro sguardo sul mondo, del loro modo di amare, delle loro richieste che spesso hanno un significato più profondo e impensato. Fidarsi di loro è un modo per rinnovare anche la loro fiducia in noi genitori. Come un giro di valzer sui pattini in cui sperimenti diversi punti di vista, ma sempre attorno a un unico baricentro. Ed è pure emozionante.

Mamma, adesso che hai un po’ imparato, non mi puoi più baciare fino a domani a mezzanotte.

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