Quando tuo figlio scambia l’Italiano per l’Economia

Mio figlio Paolo scambia i compiti di Italiano – quelli in cui deve svolgere temi, pensieri, racconti – per compiti di Economia. Nel senso che: meno parole scrive, più contento è. 

Gli ho con pazienza spiegato che, prima di arrivare alla sintesi, bisogna imparare a fare l’analisi. Gli ho quindi raccontato di scrittori come Flannery O’ Connor, Calvino e Carver la cui economia di parole porta alla massima esaltazione del pensiero. 

Ergo ho proposto al giovane studente di non fracassare i cabasisi – come direbbe Camilleri – e di seguire i consigli della sua maestra. Poi, molto poi, mamma sua lo aiuterà a scoprire il proprio personale stile che potrà essere sintetico, economico, perfino aoristico.

L’aoristo è il tempo verbale di alcune lingue antiche che coglie, caratterizzandola, l’azione in sé e per sé, nel momento in cui si svolge. Una sorta di qui e ora della narrazione.

Carver però non glielo farò leggere presto, ché se sei un adolescente con le tue turbe ormonali ed esistenziali in corso, l’incontro con Raymond potrebbe rischiare di farti diventare dipendente dallo Xanax. Quando poi diventi adulto invece vorresti appendere il poster di Raymond Carver nella tua camera da letto. Ma questa è un’altra storia…

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