Il senso pratico è femmina… o almeno così sembra!

Un giorno mio figlio Paolo mi dice: Io sono diventato un mago, perché so immaginare. Ho imparato grazie alla maestra Cristina ché per insegnarci a risolvere i problemi ci fa immaginare. Adesso io immagino sempre. Se tu parli, io subito vedo.
Figuratevi io! Orgogliosissima di avere un nano oltre che mefistofelico anche immaginativo. Seppur con tutta questa immaginazione ci si distrae in continuazione, producendo danni a catena nel mondo reale. Allora, presa da incontenibile entusiasmo, chiedo all’altra nana mefistofelica: Anna, anche tu immagini?E lei mi risponde secca: Mai. Per niente.

Effettivamente la nana mefistofelica ha mostrato, fin da piccola, una spiccata dote di praticità che, mi dicono, essere prerogativa femminile (qualità a me però totalmente sconosciuta).

Di seguito qualche esempio.

Uno. Nonostante disegni suo padre con la cresta, Anna di recente ha fatto notare al fratello che papà:
Non ha più i BULBI!

Due. L’anno scorso, un pomeriggio, al ritorno da scuola, espressi ad Anna il mio interesse per la giornata appena trascorsa in questi termini:
– Che bello oggi siete andati a teatro con la scuola! Raccontami? 
– Cinque euro e c’erano solo tre attori!

Tre. La praticità rende la nana molto servizievole, a tal punto che io e il fratello talvolta ne approfittiamo. Così capitano momenti di ribellione tipo questo:
– Anna, per favore mi porti l’aspirabriciole?
– No.
– Dai, dammi una mano.
– Non ho voglia.
– Ma io contavo su di te.
– Non dovevi.

Quattro. In auto una delle innumerevoli volta in cui mi perdo, sovrapensiero e con crescente sgomento dico:
– Questa strada non la conosco… 
– Meglio, così la impari.

Cinque. Giochiamo con le Barbie e io mi avventuro in reminiscenze fanciullesche, suggerendo nomi e avventure fantastiche per queste bambole che tutto posso impersonare: dall’amazzone a Fantaghirò, da una scrittrice tipo Jo di Piccole Donne fino alla mai abbastanza compianta Lady Oscar:
– Allora Anna cosa facciamo fare a queste Barbie?
– Le parrucchiere. Lei lava e lei asciuga.
– Bene. E come chiamiamo la Barbie che hai scelto?
– Albertona.

Sei. Anche alla generazione boomer capita di subire le angherie della praticità fatta nana, come quel giorno in cui la pia nonna Alda spronò la nipotia all’altruismo:
– Anna, adesso che è Quaresima dai qualche soldino in chiesa. 
– No, tanto li dà già il Paolo.



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