Una parola sola: Stoner.

Uno dei migliori Mystery Book che si possono leggere e regalare è: Stoner. Il capolavoro di John Williams, edito da Fazi.

Questo romanzo che mi ha cambiata (ci sono letture che incidono profondamente a un certo punto della vita, in quel preciso istante in cui le incontri e ne fai esperienza) racconta la vita del figlio di una coppia di contadini del Midwest che si iscrive all’università per studiare Agraria. Ben presto, però, scopre la vocazione per la Letteratura di cui diventa professore all’università del Missouri.

Quindi Stoner si sposa con Edith e ha una figlia. Un matrimonio infelice, una carriera universitaria senza lode e un idillio d’amore con una studentessa, abortito precocemente. Continua così il racconto dell’ordinario scorrere della vita del protagonista, fino al suo ultimo giorno. Stop.

Tutto qui. Una vita come tante.

Eppure, ad ogni pagina, la straordinaria ordinarietà di Stoner ti tiene incollato. Letteralmente avvinto.

Come è possibile?

Apparentemente Stoner è un uomo qualunque in cui ogni persona facilmente si può identificare. Eppure è eccezionalmente un essere umano forte, resistente e resiliente. Una roccia.

La scelta alla fine sta a te, lettore. Puoi leggere il nome Stoner – che rimanda appunto a stone (roccia) – in riferimento al grigiore della vita del protagonista. Oppure puoi guardare da un’altra prospettiva e optare per il significato metaforico di Stoner che rimanda alla solidità, alla fedeltà e all’impegno del suo essere un buon professore e soprattutto un buon padre. Noi lettori siamo dunque co-protagonisti della vita di Stoner. Con i nostri grigiori, ma anche con le nostre resistenze, resilienze e consapevolezze anche dolorose

“L’essenziale è l’amore per la cosa stessa. E se ami qualcosa, la capirai. E se la capirai, imparerai un sacco. La mancanza di amore è ciò che definisce un cattivo insegnante […] Non saprai mai quali saranno i risultati di quello che fai. Credo che a questo si riduca quello che cercavo di cogliere in Stoner. Devi continuare a credere. La cosa importante è far sì che la tradizione vada avanti, perché la tradizione è civiltà”, John Williams.

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