Le assolate tenebre di Sandro Lombardi

Se non l’avete mai ascoltato a teatro (sì, ascoltato prima ancora che visto), fatevi un giro online e cercate: Sandro Lombardi.

Ascoltatelo!

Quando la sua voce si è stampata bene nella vostra testa (Attenzione: può creare assuefazione!), iniziate a leggere Queste assolate tenebre, tenendovi in testa quel suo timbro, quel suo sussurare potente il mistero della vita.

Sandro Lombardi ripercolle la propria vita di attore intrecciata all’amicizia con il grande poeta Mario Luzi.

Noioso? Nemmeno una riga!

Difficile? E’ una lettura per tutti.

Pesante? Solo se siete abituati alla banalità.

Assolate tenebre è uno degli incontri più intensi che si possano vivere, perché, seguendo il percorso dell’autore, anche noi come lui possiamo imparare attraverso la potente bellezza della poesia e della letteratura “la dicibilità delle cose”. Ossia a vederle, comprenderele e quindi nominarle nel modo più aderente la loro essenza. E questo vale anche con le persone, nel modo più aderente la loro e la nostra identità. 

“Ogni aspetto della realtà va conquistato con la conoscenza e l’amore”


La pratica istrionica ha allenato Sandro Lombardi al duplice miracolo: incarnare la parole e inverbare le cose. Il suo contributo artistico vuole dunque essere una “esortazione a dialogare con la vita”, anche quando questa si fa davvero ostile. L’autore, infatti, confessa gli anni bui della depressione e della convivenza con la sindrome bipolare. 

“La vera salvezza della vita va cercata oltre il piano psicologico e storico. Tutti ci accomuna, infatti, una ferita, ma è proprio da questa che può sorgere la grazia [cioè dal] riconoscimento che la realtà non la possediamo, ma possiamo solo amarla, vivendola”


In Sandro Lombardi ho trovato le parole più limpide che dimostrano a cosa serva la letteratura, ossia “liberare il canto delle cose”. Perché, essendo “la parola conflitto con il silenzio” e il linguaggio frutto del pensiero, attraverso i prodotti più autentici della letteratura, della poesia, del teatro e del cinema, possiamo quantomeno scalfire il mistero delle cose, così da diventare sempre più autentici e alleggerirci di qualche grammo del peso della vita. Bendare di qualche millimetro la nostra ferita originaria.

“L’unico modo che ho per sentirmi utile al mondo consiste nel rispettare e seguire le mie inclinazioni senza pretendere di combattere sempre la malinconia”


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