Più Nicola per tutti! Un buon padre perché è stato un buon figlio

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Sono più felice. Da quando sono diventato papà.
Mi ha detto Nicola.
Banale? Scontato?
Un momento… continuate a leggere…

Nel senso che, da quando è nata Elena, mi viene più spontaneo cercare il bene per poterglielo restituire. Come disposizione dell’animo. Non come regola o dovere.

Meraviglioso! Ma nel concreto?

Il bene, il buono e quindi anche il bello… insomma cerco di trasmetterli a mia figlia nel linguaggio che uso, nel tono della voce, nella semplicità dello stare insieme a lei. Ascoltandomi molto, anche prima di parlare. Sì, ho imparato ad ascoltarmi da quando sono diventato papà. Quindi ad ascoltare. Questo mi ha reso più responsabile.
E che bello… prima ero io che abbracciavo Elena, poi, crescendo, a un certo punto lei ha iniziato ad abbracciare me!
E a farmi, farci, tante domande. Che cosa è il Paradiso? Come funzionano le cose? In questo modo mi ha insegnato anche a guardare. La realtà.

La profondità di sguardo di Nicola, mentre racconta, trasmette immediatamente la bellezza della paternità, portandoti lontano chilometri e chilometri dalle pubblicità progresso-mulino-bianco&co e un po’ più vicino alla tua esperienza di figlia. Eh sì! Perché Nicola è un buon padre anche perché a sua volta ha avuto buoni padri.

Mio papà: a volte silenzioso, ma presente, sempre, finché ha potuto.
Don Maurizio: che per me fa rima con gratitudine.
Enzo, un maestro di vita, con la scusa iniziale del lavoro.
Una persona con cui lavoro da alcuni anni.

Prima di diventare padre Nicola ha dunque imparato ad essere figlio.

Mi viene in mente la citazione che Henri Nouwen fa di Arthur Freeman in merito alla parabola del figliol prodigo: «Il padre ama ogni figlio e dà ad ognuno la libertà di essere ciò che vuole, ma non può dar loro la libertà che non si sentiranno di assumere o che non comprenderanno adeguatamente. Il padre sembra rendersi conto, al di là dei costumi della società in cui vive, del bisogno dei propri figli e di essere se stessi. Ma egli sa anche che hanno bisogno del suo amore e di una “casa”».

Allora, più Nicola per tutti!
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