Sharingdaddy e il coraggio

Sono un papà, innanzitutto. O meglio, forse sono soltanto quello, perché il resto è relativo.

Leggendo questa prima riga nella bio del suo blog https://www.francescofacchini.it/category/sharingdaddy/ una mamma si esalta.

Ma proseguiamo.

Di sogni da realizzare ne faccio uno al giorno e mio papà mi ha insegnato come farli diventare reali. Dal 2016 ho deciso di condividere non quello che sono, ma quello che faccio e che imparo, sia nel lavoro, sia nella vita. Io? sono un papà single e un cronista di strada. Scriverò, quindi, quello che i giorni mi insegnano. Con due speranze: che questo possa essere utile a mio figlio, ma anche a tutti quelli che vivono una vita come la mia fatta di casini quotidiani e di esperienze bellissime.

Qui c’è tutto quello che cerco e raccolgo in ALLA RICERCA DEL PADRE di questo blog (https://elenainversetti.com/il-padre/).
Qui c’è la provocazione più importante: Ed io chi sono?

Ho scoperto di condividere una sorta di storytelling educativo (anzitutto per me) con Francesco Facchini, lo sharingdaddy di cui sopra, incontrandolo, un pomeriggio, a margine di un corso indetto dall’Ordine dei Giornalisti e, poi, facendo sera, parlando di lavoro e di vita. Uno dei pochissimi incontri davvero formativi che mi siano capitati negli ultimi mesi. Uno di quelli che ti ri-crea. Perché, ascoltando l’esperienza di un altro così, non puoi far altro che riprenderti in mano e ricominciare con CORAGGIO.

Per me è questa, infatti, la parola più importante che mi ha consegnato Francesco e che, secondo me, definisce lui e la sua storia di paternità “di strada” (lui preferirebbe “mobile”) che suggerisco a tutti di intercettare e di condividere.

“Come si mangia un elefante? A pezzettini”: questa è la frase che mi ripeto tutti i giorni.

Allora, coraggio!

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