Cosa c’entrano Sanremo, #metoo e mia nonna che da poco se ne è andata?

Ad essermi rimasta ancorata dentro è la sua voce sottile. E quel suo modo accondiscendente e benevolo di assecondare, guidandoti. Quando eri bambina. Di cazziarti quando sei diventata adulta. Rinnovando l’amorevolezza sapiente con i tuoi figli. I suoi nipoti. Questa era mia nonna. Piera. Se ne è andata a 94 anni. Mia mamma ha conservato una sua registrazione vocale che sentirò quando mi dimenticherò della sua voce. Anche se credo non succederà mai.

È la voce di chi mi ha tirata grande. È la voce di una donna tosta che ha superato il tifo, la morte della mamma a soli 8 anni, la guerra e che ha attraversato 70 anni di matrimonio “senza mai un litigio”… anche se su questo ultimo punto ho qualche perplessità…

È la voce del mio prototipo di sesso utile (https://elenainversetti.com/il-sesso-utile/). Umile, ma non remissiva. Dolce senza essere melensa. Tosta. Tenace. Donna a 360 gradi. Anche se non si è mai vestita di rosa come la Hunziker a Sanremo nella serata dedicata alle donne che è stata criticata da qualcuno per aver buttato via 50 anni di femminismo, cantando Viva la mamma e O mia bella Madunina. Guai dunque a fare l’equazione donna/mamma e guai soprattutto a pronunciare il nome della Madonna, la mamma di tutte le mamme. E mi verrebbe da dire pure la Regina pop per eccellenza. Sta in più case lei che la Ciccone. Viene invocata più lei, che la medesima Ciccone. Ha più i riflettori addosso lei – peraltro già brillante di luce propria – che la stessa Ciccone.

Nella banalità dilagante dei nostri media, l’omaggio del Festival poteva essere assai peggio. Le critiche – nel senso di critica come ricerca di significato, non come vociare da barricata – andrebbero piuttosto inflitte alla banalità bipolare con cui si affronta l’argomento gender del momento: #metoo sì o #metoo no.

Mai come in questo momento di scontro fra i sessi la saggezza dei padri ci viene in aiuto con semplicità, oltre la banalità, ricordandoci che: La verità sta nel mezzo.

A metà tra Asia Argento e Catherine Deneuve che hanno entrambe ragione, perché hanno esploso le due facce della stessa medaglia le quali dovrebbero dialogare senza estremismi. C’è invece un cortocircuito comunicativo, amplificato dai media, ormai incancrenitosi in merito ad alcuni argomenti, come quello dello scontro – che invece dovrebbe essere incontro – tra uomo e donna. Questo genera derive ideologiche, valanghe di dissenso senza senso. Mentre niente cambia. Solo si allungano e si alzano sempre più le barricate.

Per me #metoo vuol dire che anche io voglio essere #ilsessoutile come mia nonna. Punto.

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