Riprendiamoci i nostri figli. L’appello di Antonio Polito. Un padre #inversamente

Nel viaggio alla ricerca del padre – inversamente – non può, non deve, mancare il contributo fondamentale del papà e giornalista Antonio Polito (https://twitter.com/antoniopolito1). Il suo ultimo libro Riprendiamoci i nostri figli. La solitudine dei padri e la generazione senza identità è per me un punto fermo da cui partire. E un faro con cui illuminare la strada della genitorialità.

Sì, perché Polito mica si rivolge solo ai padri. Si rivolge a quei figli che sono diventati padri. Si rivolge alle mogli dei padri che sono diventate madri. Si rivolge a tutti, insomma. Ma proprio a tutti gli adulti del nostro Paese. 

Ecco. Appunto. Gli adulti.
Adulti?
Anni fa, quando da figlia ero da poco diventata mamma, scoprendomi improvvisamente e totalmente inadeguata, scoprii contemporaneamente cosa significa essere un adulto. Me lo mostrò un padre, educatore, in occasione di un reportage nella “sua” casa di accoglienza e recupero di giovani tossicodipendenti a Pesaro.
“L’adulto è chi, forte della propria identità di uomo o di donna, diventa responsabile della propria vita. Quindi in grado di condurre responsabilmente quella dei suoi figli. Proprio con l’autorevolezza della responsabilità”.
Tutto qui? Così semplice?
A parole, forse. Nei fatti consiglio un giro a Pesaro o, più a portata di mano, la lettura “immersiva” di Riprendiamoci i nostri figli. La solitudine dei padri e la generazione senza identità di Antonio Polito.

Una lettura che sorprende. Perché scardina, in modo ragionevolmente inequivocabile, alcuni pericolosi luoghi comuni che spesso rendono la generazione dei padri schiava dei propri figli, lasciati senza punti di riferimento.

“L’essere umano è naturalmente mediazione e quindi relazione. Il non mediato, lo ‘spontaneo’ non permette una reale e autentica e generetiva relazione”. Questo conduce, senza mediazione, al narcisismo che affligge le nuove generazioni. Un narcisismo di cui il web è il grande fautore. I social in particolare, infatti, sono il regno della conversazione fra pari, senza filtri, senza punti di riferimento, senza risposte frutto di autorevolezza.

Dato che il tema della relazione generativa mi sta molto a cuore, non posso fare altro che condividere queste parole illuminanti. Mi auguro siano di stimolo ad approfondire. Tutti insieme. Per il bene dei nostri figli. Della generazione futura. La nostra speranza

“L’ansia del trascendente ci coglie di sorpresa, fuoriesce dai nostri schemi: è un fenomeno troppo grande da far stare dentro la vulgata ‘psichica’ della ricerca della felicità. Sono tensioni che la nostra cultura non capisce più, ma non per questo meno esplosive nel cuore dei giovani”.

#allaricercadelpadre #inversamente

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