Quello è il mio papà! Alla ricerca del padre tra palco e realtà

Matteo Bonanni

Tra palco e realtà ho conosciuto un giovane papà entusiasta ed entusiasmante (d’altronde è un attore!), quindi non posso fare a meno di raccontarlo nel mio (nostro) viaggio alla ricerca del padre.

Lui è sul palco con Sogno di una notte di mezza estate. Alla sua battuta: «Io sono Flauto», risponde dalla platea la voce critallina di un bambino: «No! Quello è il mio papà». 

Essere un padre attore significa anche questo.
Essere figlio di un attore vuol dire anche questo.
Tra palco e realtà.

Per Matteo Bonanni «recitare permette di vivere, tra palco e realtà, sia il punto di vista del padre sia quello del figlio. Soprattutto quando porto in scena spettacoli per i ragazzi». Ma anche quando ha interpretato il padre pugile, protagonista di Fuori i secondi oppure «quando ho debuttato nel 2010 a Palazzo della Regione Lombardia con uno spettacolo su Caravaggio – replicato poi 1.200 volte – il giorno in cui è nato il mio primo figlio».

E poi c’è Guareschi«La sua ironia mi ha insegnato molto, perché è una satira che nasce dall’amore. E poi vorrei anche io voler bene alla mia famiglia come Giovannino che ha vissuto col suo sguardo di padre l’ordinario, rendendolo straordinario». 

Ma nel lavoro di attore Matteo è stato anche figlio di importanti maestri come «Emanuele Banterle che non mi ha mai detto cosa fare, insegnandomi piuttosto a dare il giusto peso alle cose per poter capire da solo quale strada prendere. E poi anche il mio insegnante di dizione, Luciano Mastellari, che mi ha seguito in questi 11 anni di lavoro Mi ha permesso di superare il problema della “zeppola” non solo pa un punto di vista tecnico, ma grazie a uno sguardo più ampio sull’imparare il mestiere di attore, dandomi tante… mazzate».

Infine c’è stato qualcuno che ha scritto ma non ricordo chi… «è meglio non insegnare la strada al figlio, ma insegnargli a camminare».

Buon cammino… tra palco e realtà!
#allaricercadelpadre #inversamente

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