Evviva la pazienza del papà!

Tutto è cominciato ai vesperi di un pomeriggio da gladiatrice che mi ha vista domare tre nane (Anna e due sue amiche). O meglio: tre adolescenti nascoste nel corpo di bambine di sette anni.

Quando torna a casa mio figlio Paolo, davanti a me ho la prospettiva di altre tre ore da domatrice – comprensive di doccia di massa e cena. Così da madre amorevole mi trasformo in piazzista dei bassifondi:
– Allora Paolo, ti do 2 euro, se mi fai da babysitter alle iene.
– Ok mamma, ma ne voglio 3.
– Affare fatto.

Nonostante i buoni proposito, mi accorgo di avere ancora da imparare molto in fatto di strozzinaggio. Infatti, dopo mezz’ora Paolo mi dice:
– Mamma, ho curato le ragazze mentre guardavo i cartoni. Ho fatto due cose contemporaneamente…

Tutto continua la mattina seguente, quando Paolo riscuote il compenso estortomi. Anna allora inizia a fracassare i cabasisi – come direbbe Camillari – perché anche lei vuole del denaro contante: “Non le monetine, ma la carta!”. Quindi, estrae da non so dove il portafoglio del papà che fino a 5 secondi prima si trovava in un’altra stanza, e vi attinge 10 euro, sostenendo che “sono 10 centesimi e mi servono tutti”.
A questo punto interviene Paolo che dà il suo risolutivo contributo:
– Sono 10 euro e ci puoi comperare 100 caramelle.
Segue moto di entusiasmo di Anna con quella sua caratteristica occhiata da terrorista navigata.

Così, mentre io penso: “Adesso scateno Hiroshima e sono solo le 8.00 di mattina”, interviene Daniele che con calma, pazienza e dedizione paterna, spiega ad Anna l’andamento dello spread e la querelle in atto sui dazi, finendo col mettere in mano alla nana mefistofelica 3 monete per un totale di 30 centesimi che la pargola infila in tasca, trotterellando verso l’alba di un nuovo giorno.

Nel frattempo io mi sono mangiata 6 biscotti al burro, mutandomi da piazzista fallita ad aerostato.

 #nanimefistofelici #allaricercadelpadre #inversamente

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